Il Jornal aQuadra ha dedicato un articolo a João e alla nascita de La Papera Nera, ripercorrendo il suo viaggio dal Minas Gerais a Milano: una storia di cucina e di un sogno che, dopo tanti anni, è diventato realtà.

Ve lo riportiamo qui, tradotto in italiano. ❤️
“Una gastronomia a Milano”
Originario di São Pedro do Suaçuí, una piccola città dell’entroterra dello Stato di Minas Gerais, João de Almeida ha attraversato l’Atlantico portando con sé un sogno: costruire una carriera nella gastronomia italiana.
Il percorso, però, è stato molto diverso da quello che immaginava. Per anni ha lavorato come portiere e custode di condomini a Milano, mantenendo viva la speranza di poter un giorno tornare a cucinare.
Oggi celebra la realizzazione di quel sogno con l’apertura de La Papera Nera, gastronomia inaugurata alla fine del 2025, dove si incontrano sapori italiani, francesi e brasiliani.
È stato a Belo Horizonte che João ha scoperto la sua vocazione. Prima al ristorante O Sentido do Gosto, dove ha lavorato al fianco dello chef italo-brasiliano Paulo Marcolino Fonseca, imparando l’importanza della tecnica e del rispetto per gli ingredienti.
Successivamente è entrato a far parte della brigata dell’Ouro Minas Palace Hotel, all’epoca l’unico hotel a cinque stelle della capitale del Minas Gerais.
Desideroso di approfondire la sua conoscenza della cucina italiana, si è trasferito a Milano. Non conoscendo la lingua, però, inizialmente non è riuscito a trovare opportunità nel settore della gastronomia.
La svolta è arrivata grazie alla collaborazione con l’avvocato italiano Angelo Forestieri, che ha creduto nel suo talento e lo ha incoraggiato ad aprire un’attività tutta sua. Così è nata La Papera Nera.
Anche il nome della gastronomia racconta la sua storia:
«La Papera è nera perché io sono nero e perché mi sono sempre sentito diverso. Credo che la diversità sia una ricchezza e che il cibo sia uno dei modi più belli per avvicinare le persone.»
Nel menù convivono polpette, lasagne, quiche, ratatouille, croque monsieur, pão de queijo e canjiquinha con costine di maiale: ricette che raccontano un percorso costruito tra culture diverse, ma guidato da un unico obiettivo: cucinare con tecnica, memoria e affetto.